ETNOPSICHIATRIA BENEDUCE PDF

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Author:Gazahn Merg
Country:Czech Republic
Language:English (Spanish)
Genre:Music
Published (Last):13 October 2014
Pages:323
PDF File Size:1.83 Mb
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ISBN:739-2-65138-539-7
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Seminario di Bucine Arezzo , Senza avere la pretesa di sciogliere questi veri e propri enigmi, ad uno stesso tempo ideologici, etici, giuridici, antropologici e clinici, ci sembra tuttavia urgente proporre per alcuni di essi una collocazione non provvisoria in seno alla riflessione etnopsichiatrica.

Dovremo trovare colui o colei che primo o prima fra tutti propose questo termine? Chi ci assicura che una simile ricerca possa aver fine? Non potrebbe, in qualche rivista minore, in una lingua sconosciuta, in qualche lettera o appunto essere stata scritta o proferita questa parola per la prima volta senza che si possa da parte nostra mai venirne a conoscenza?

Qualche anno fa Raymond Prince recensiva il libro dello storico australiano McCulloch, rivolto a indagare i rapporti fra etnopsichiatria e potere coloniale. Nel nostro campo posizioni che oggi sono politicamente corrette possono diventare domani un anatema". Come possono essere liberate queste persone dai loro giuramenti rituali di appartenenza al movimento, n. Tuttavia vi sono aspetti che non possono essere del tutto ignorati da uno psicologo ivi, p.

Carothers resta in definitiva un "pioniere della psichiatria transculturale" del quale faremmo volentieri a meno. Fermiamo la nostra attenzione per un istante su questo aspetto: la "cultura", il confronto fra culture locali e culture straniere, sono stati utilizzati per dissimulare o ridefinire come culturali conflitti e comportamenti che sono di altra origine, o quanto meno hanno anche altre radici, prima fra tutte quella del dominio coloniale.

Questo ab uso del termine "cultura" rappresenta qui il problema maggiore. Il dibattito fra etnopsichiatria, antropologia e psicanalisi: un dialogo incompiuto. Vogliamo isolare qui brevemente tre aspetti a partire dai quali, a nostro giudizio, hanno preso origine sospetti e dissidi o quanto meno una parte di essi , e sui quali noi stessi vogliamo esprimere la nostra posizione.

Radicati in miti lontani o inventati a partire da materiali spuri e recenti, "originari" e "contaminati" ad uno stesso tempo, questi mondi tuttavia generano strategie, interessi, sentimenti irrazionali di appartenenze mutevoli, forme impreviste di coerenza o di resistenza [16].

Ma a guardar bene, nessuna cultura, nessun mito si pensa puro e autonomo ab origine. Queste donne e questi uomini, che si situano nel mezzo di una ricerca incessante di un senso delle proprie appartenenze e dei contraddittori legami con la propria famiglia e la propria terra, mostrano anche una sofferenza, una inquietudine particolari.

Credo che bisogna assumere per intero, al contrario, la natura di veri e propri dispositivi teorici di quelle categorie, di quegli esseri, delle esperienze di cui nel nostro lavoro clinico e di ricerca siamo costantemente testimoni.

Nathan definisce da parte sua i djinns come una machine egli prende a prestito questa espressione dai filosofi Deleuze e Guattari [27]. Ne sembrano interrogarsi sugli effetti dissolutivi che le sue critiche producono nei riguardi delle attitudini tassonomiche della psichiatria contemporanea o del reiterarsi di modelli psicologici estenuati del sintomo e della cura.

Con un primo ma irrinunciabile presupposto: abdicare alla reiterazione estenuata dei nostri modelli interpretativi e terapeutici. Qui ritengo di poter incontrare il favore anche di quegli psicanalisti e psicoterapeuti che non si sono mai stancati di interrogare criticamente le loro teorie, i loro maestri, le loro scuole, e che non prendendosi cura di pazienti immigrati esprimono implicitamente la consapevolezza dei limiti dei propri strumenti.

La seconda questione riguarda le pratiche della circoncisione femminile. Questi due riferimenti non hanno certo la pretesa di concludere il nostro discorso. Notes [1]. Nathan T. Roudinesco E. Kraepelin E. Collignon R. Balandier G.. Prince R. McCulloch J. Press, Cambridge. Fassin D. Giorgy Dobo, questo il vero nome di Devereux, nacque nel a Lugos Transilvania , nella provincia di Banat, allora ungherese. Secondo alcuni, questo cognome sarebbe stato preso a prestito da Morton Devereux, personaggio del romanzo di George Bulwer Lytton Devereux, del , che lo descrive come un uomo geloso del fratello gemello, che si percepisce pigro, odioso e poco intelligente.

Si confronti su questi aspetti ul numero monografico di "Cahiers des Sciences humaines" volume 31, n. Les enjeux , op. Que toute cette attitude constitue un artefact, cela va de soi! Beneduce R. Etnopsichiatria e migrazioni in un mondo creolo, Angeli, Milano. Quelle categorie e quei modelli non sono essi stessi "culturali"?

Acteurs, op. Rinviamo in particolare alla sua bella ricerca in Senegal, condotta alla periferia di Dakar: Maladie et pouvoir en Afrique, del Sui temi ora ricordati si veda Zimmermann F. Rechtmann R.

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